Iperrealismo con soli 3 colori. Da Leggere.

Il Realismo è un'interpretazione della realtà che non va oltre un certo grado di similitudine con la realtà. L'Iperrealismo, come dice la parola, va oltre il realismo e si pone come obiettivo quello di emulare con perfezione la realtà che l'artista vede, raggiungendo risultati di realismo fotografico. Paolo Tagliaferro e Stefano Grandi, gestori di questo forum, aiuteranno gli amici del forum ad avvicinarsi a questa tecnica ciascuno con il proprio stile e metodo.

Re: Iperrealismo con soli 3 colori. Da Leggere.

Messaggioda Renoil L. » 22 nov 2013, 18:29

E’ noto che per discutere su una cosa occorre conoscerla. Allora ho fatto come Sasa ; mi sono guardato tutto il tuo video e devo convenire con lui che hai fatto un lavoro superbo interessante e formativo degno dei migliori professionisti . Quindi chapeau !
Un lavoro e un metodo che professionisti o neofiti che mirano o a fare della pittura un lavoro , o raggiungere livelli artistici di un certo calibro, dovrebbero seguire scrupolosamente.
Infatti fare un dipinto come il tuo non è da tutti E’ un impegno gravoso che richiede tantissimo tempo e notevole impegno e che mira ad altri obiettivi.
Per chi come me che partecipa al forum perché attratto da questa splendida passione per la pittura come svago e attività per il tempo libero senza velleità, il tuo metodo diventa qualcosa di distante e irraggiungibile.
Non voglio parlare per gli altri, ma per me la sola realizzazione della “ prima fase “ richiederebbe un impegno di tempi insostenibile e incompatibile con le finalità che mi sono prefisso.
Un professionista come te si metterà a ridere , ma un azzeccagarbugli come me cerca di abbozzare qualcosa di presentabile; aspetta con piacere dagli amici del forum le critiche e i suggerimenti , corregge , aggiunge, modifica ( io lavoro prevalentemente alla prima) per ottenere in quel lasso di tempo un lavoro finito accettabile dopo aver passato alcune ore piacevolmente con i pennelli in mano e qualche minuto a commentarlo sul forum. Anche in questo modo s'impara e ci si arricchisce.
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Re: Iperrealismo con soli 3 colori. Da Leggere.

Messaggioda Agostino » 22 nov 2013, 19:13

Ho visto che è nata una bella discussione sulla tecnica dell'iperrealismo.
Non è la prima volta che succede, anzi penso che sia normale che nasca ogni volta, mi ci sono abituato :-)
Chi fa iperrealismo fa arte o no ?
Credetemi, la strada almeno per me è stata lunga e tortuosa, non si arriva ad avere risultati dalla mattina alla sera.
Se prendiamo il concetto di arte singolarmente è cioè che l'arte è artigianato fatto con passione allora
vi dico che l'iperrealismo è arte allo stato puro perchè solo chi ha passione riesce ad essere
così tenace per portare a termine un dipinto in così tanto tempo.
In molti sono convinti che un dipinto iperreale è la copia di una foto, dimenticatevelo per sempre !
La foto è solo l'inizio, si parte dalla foto come strumento, poi arrivati ad avere una resa fotografica
si abbandona definitivamente la foto per dare spazio a quello che l'artista sente di suo per
riportarlo sulla tela.
Una persona che dipinge iperrealismo riesce a valutare il lavoro in termini di tempo che c'è in un
qualsiasi dipinto ed in qualche modo riesce ad apprezzare quasi in modo sterile la bravura dell'artista
che si cela dietro ad un dipinto. Concetto forse difficile da esternare, ci ho provato, non me ne volete :-)
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Re: Iperrealismo con soli 3 colori. Da Leggere.

Messaggioda tracolcino » 22 nov 2013, 20:02

Non facciamo confusione sull'aspetto scientifico dell'Arte. Qui si parla di scienza della percezione, di grammatica del segno, di psicologia ecc. Si parla di scienza del colore anche qui definendone il valore percettivo ecc. Non si parla delle scienza della realizzazione di un dipinto o del circolo cromatico. Salvatore leggiti anche gli altri articoli
http://www.carla146.it/documenti_percezione_visiva.html
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Re: Iperrealismo con soli 3 colori. Da Leggere.

Messaggioda sasadangelo » 22 nov 2013, 21:50

Non faccio alcuna confusione.
Kandisky va ancora piu' oltre nella scienza della pittura.
Infatti, quella di pantanik la definivo una gocciolina.
Qualcosa che nn avevo mai visto fare.
Ho linkato il libro perche' qualcuno quasi biasimava chi pensava che un risvolto scientifico fosse qualcosa di epocale.
L'aspetto fisico, la luce, la percezione grafica, e tanti altri argomentu correlati sono temi su cui i piu grandi hanno scritto da Leonardo in su.
Bollarmi come l'unico folle che pensa che l'Arte possa avere basi scientifiche mi fa solo sorridere.
Io avevo cercato di andare oltre il lavoro di pantanik ma voi vedevate solo la sua procedura complessa senza capirne le potenzialita'.
Per fortuna c'e' qualcuno che ha recepito il messaggio.
Questo e' il mio ultimo commento su questo thread.
Buona notte.
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Re: Iperrealismo con soli 3 colori. Da Leggere.

Messaggioda pantanik » 22 nov 2013, 21:51

Visto l'interesse che sasadangelo ha dimostrato su quanto ho condiviso,ho continuato con ancora piu' entusiasmo il mio sito con 2 nuove pagine dove completo il quadro con correzioni inevitabili in una dipinto di questo genere.La grisaglia e' parte fondamentale di questa tecnica ma in un quadro complesso difficilmente si ottiene una definizione di valori e di forma identica e quindi si ricorre ,sempre con GIMP,a correggere piccole zone .Questa tecnica ,a mio parere,puo' essere utile anche per i non iperealisti che desiderano conoscere come ottenere un colore che a volte risulta difficile da comporre.
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Re: Iperrealismo con soli 3 colori. Da Leggere.

Messaggioda Valeflo » 22 nov 2013, 22:14

Forse non riesco a farmi capire. La teoria ovvero la scienza applicata ad ogni tecnica, pittorica e non, a mio modesto parere, non è il fine ma il mezzo. E' sicuramente necessario lo studio teorico ma non può finire tutto lì o essere addirittura il fine di un artista. Questo è ciò che penso. Peraltro, come si legge nell'interessante libro postato da sasa (che ho per ora letto sino a pag. 22):da W. Kandinsky, Tutti gli scritti vol.1
ed.Feltrinelli (1973)
In quest'articolo, apparso nel settembre 1913 nel numero 178-179 di "Der Sturm," l'autore si propone di definire in modo chiaro la creazione artistica: la forma dell'opera d'arte è l'espressione materiale del contenuto astratto.
La bellezza è la relazione del contenuto alla forma, ossia il rapporto tra l'opera e l'emozione che la fa nascere nell' artista, o tra l'opera e l'emozione che essa genera nello spettatore.
Ogni opera nasce infatti da un'emozione, che nell'artista si traduce in sentire.
È questo sentire che lo spinge alla creazione. Una volta che l'opera è stata creata, ossia una volta che l'emozione ha ricevuto una forma ed è stata fissata su un supporto materiale, nello spettatore si genera un sentimento che gli consente di ritrovare il contenuto dell' opera, l'emozione puramente spirituale.
L'opera è cosi la forma materiale esteriore che consente la comunicazione del contenuto immateriale, la trasmissione di un'emozione da un'anima a un'altra anima.
Si assiste dunque a una spiritualizzazione dell'estetica. La pittura in quanto arte pura deve servire alla comunicazione da uno spirito all'altro; un'arte pura è un'arte in cui l'elemento spirituale si isola rispetto all'elemento corporeo e si sviluppa in modo indipendente.
Kandinsky prosegue la giustificazione delle sue ricerche teoriche, poiché per stabilire una comunicazione tra anima e anima l'artista deve approfondire i mezzi che gli servono a trascrivere la propria emozioni".
I mezzi che servono a trascrivere le proprie emozioni sono gli studi teorici, su questo non ci piove. Affermare che l'arte si possa ridurre alla scientifica trasposizione materiale dei colori su un supporto è cosa ben diversa e mi pareva di avere inteso questo in alcune affermazioni lette.
Se così non fosse, allora ho capito male.
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Re: Iperrealismo con soli 3 colori. Da Leggere.

Messaggioda sasadangelo » 22 nov 2013, 23:30

Visto l'interesse che sasadangelo ha dimostrato su quanto ho condiviso,ho continuato con ancora piu' entusiasmo il mio sito con 2 nuove pagine dove completo il quadro con correzioni inevitabili in una dipinto di questo genere.La grisaglia e' parte fondamentale di questa tecnica ma in un quadro complesso difficilmente si ottiene una definizione di valori e di forma identica e quindi si ricorre ,sempre con GIMP,a correggere piccole zone .Questa tecnica ,a mio parere,puo' essere utile anche per i non iperealisti che desiderano conoscere come ottenere un colore che a volte risulta difficile da comporre.
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Oddio ... questo è troppo anche per me :-)
Comunque ammiro la dedizione e la tenacia.

A me basta sapere due cose:
1. il modello CYMK è applicabile in pittura
2. so ora come regolare una foto bianco e nero per fare una grisaglia se poi volessi procedere a velature.

Probabilmente sono due cose che non utilizzerò mai in pittura ma da un punto di vista teorico ho apprezzato molto.
Grazie
Salvatore
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Re: Iperrealismo con soli 3 colori. Da Leggere.

Messaggioda Pinturicchio » 22 nov 2013, 23:45

pantanik ha scritto:
La pittura iperealista ,eseguita ricercando la tridimensionalita',ha proprio questa caratteristica.La base in bianco e nero determina il valore e i successivi strati trasparenti di colore giallo,magenta e ciano sopra ad essa ,se eseguiti correttamente,determinano il colore finale.


x Patanik: Innanzitutto complimenti per la spiegazione della tecnica e le opere!

Ma io penso che ci possa essere una grande difficoltà ad ottenere il colore ocra e tutte le terre come ad esempio Terra Siena bruciata, Terra Siena naturale, la Terra d'ombra bruciata, etc. Mentre il bistro è meraviglioso e dai tre colori si ottengono anche colori particolari che probabilmente non sono così standardizzati come i singoli colori in tubo.

Io ho provato ad ottenere un marrone dai tre colori primari, ma si avvicinava più ad un rosso inglese che ad una terra. Se tu riuscissi ad ottenere una scala di terre dai tre colori primari e volessi mostrarcela con le indicazioni dei colori utilizzati te ne sarei grato.

Probabilmente per l'iperrealismo dove i colori di solito sono decisi e vivaci la teoria dei tre colori credo sia più appropriata, ma se si dovesse dipingere ad esempio una copia di un quadro del '600 o dell'800 dove potremmo trovare dei gradienti diversi e delle tonalità particolari ad esempio per gli abiti, per un paesaggio avvolto nella foschia, etc. probabilmente oltre la triade dei colori dovremmo avere anche qualche tubetto di tinte un pò particolari a secondo del quadro da dipingere. Me lo confermi o mi sto sbagliando ? Grazie :?

Infine nei cataloghi dei produttori di colori non riesco bene ad identificare i tre primari di cui tu parli in quanto il giallo c'è il giallo di cadmio chiaro, giallo cadmio limone, la lacca gialla, etc. Per il cyan non trovo il colore ma a catalogo trovo Blu oltremare, lacca blu ftalo, blu di prussia, etc. L'unico presente più o meno in tutti i cataloghi dei produttori è il magenta (trasparente).

Anche eventualmente un parere da parte di chi volesse darmi una risposta, oltre Patanik, è gradito.
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Re: Iperrealismo con soli 3 colori. Da Leggere.

Messaggioda tracolcino » 23 nov 2013, 00:10

Per Pinturicchio
A quanto ho capito, il metodo proposto da Pantanik è quelo delle stampanti che lavorano in quadricromia: nero,ciano,magenta e giallo. Esiste anche una stampa in esacromia con l'agginta di magenta chiaro e ciano chiaro per migliorare un poco le cose. Molte marche di colori ad olio hanno i tre colori primari che per l'appunto, essendo trasparenti, dopo la grisaglia fatta in toni di grigio, si aggiungono uno dopo l'altro per velature ottenendo, più o meno quello che fa la stampante.
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Re: Iperrealismo con soli 3 colori. Da Leggere.

Messaggioda sasadangelo » 23 nov 2013, 00:10

Valeflo hai capito perfettamente.
Non volevo più commentare ma vedo che forse la cosa comincia ad interessarti realmente.
Chiedo scusa a pantanik se vado momentaneamente off topic.

Purtroppo per fare una panoramica completa bisognerebbe fare un excursus storico dell'evoluzione della Scienza dell'Arte da Giotto in poi. Ma ci vorrebbe troppo tempo e spazio. Magari se interessa se ne può parlare in un thread apposito perchè è un tema interessantissimo. Premetto che non sono uno storico dell'Arte ... ho letto qualcosina ... mi sono fatto un'idea ... anche se non so se ho compreso a pieno.

Nel corso dei secoli la Scienza dell'Arte si è evoluta a piccoli passi e spesso con tante piccole teorie non sempre universalmente riconosciute. Cominciò Giotto che abbandonò lo stile grottesco bizantino e cominciò a basare tutto sull'Osservazione dal Vero ... la vera base di tutte le scienze artistiche. Abbandonò i contorni, fece mani e piedi più somiglianti al vero, introdusse il paesaggio come fondale delle storie e così via. Questo è ciò che ci racconta Vasari ... ma io ho trovato qualche opera bizantina che già faceva cose che Vasari attribuiva a Giotto. In più si sviluppò l'uso dei materiali ampiamente decritti da Cenini. La seconda generazione di pittori (come li definisce Vasari) cominciò con Masaccio che introdusse la Prospettiva in pittura concetto già noto in Architettura con Brunelleschi, anatomie più definite e così via. Arrivò con Leonardo la terza generazione di pittori. A quel tempo la pittura era ancora considerata lavoro artigianale e Leonardo nei suoi scritti voleva far comprendere come essa fosse scienza paragonabile a scienze che ricoprivano gradini più alti: Musica e Poesia. Il suo studio scientifico si concentrò sul funzionamento della Natura, introdusse la Prospettiva Aerea e una sua rigorosa formulazione. Scrisse nero su bianco molte leggi che riguardavano il chiaroscuro e tanto altro (vedi Trattato). Il Seicento ebbe grandissimi Pittori ma probabilmente meno interessati all'aspetto scientifico (almeno che io sappia o ricordi). Sicuramente i paesaggisti si interessarano allo studio della Natura ma non credo ci siano testi scritti (forse sbaglio ... non saprei). Al più se ne servirono per adottare mezzi utili al loro scopo: camere oscure, ecc. Non si ebbero grandi innovazione fino agl Impressionisti che pur rigettando gli accademismi dovettero studiare i fenomeni fisici (il mezzo che tu dici) per raggiungere i loro scopi artistici. Purtroppo non lasciarono molto di scritto. Ci sono le Lettere di Van Gogh ma questi non era un intellettuale e i risultati delle sue ricerche erano più dedotte da un try e error del suo lavoro quotidiano. Poi ci furono Cezanne, Picasso ecc. ognuno con il proprio personale contributo: geometrizzazione delle forme, semplificazione, prospettiva con diversi punti di fuga e così via.

Kandisky capì l'importanza di avere una scienza pittorica non come fine ma come mezzo per elevare quell'Arte a più alti fini. E' curioso vedere oggi persone che si dedicato all'astratto perchè vogliono fuggire dagli accedemismi e non si rendono conto che l'Arte Astratta nasce da un'esigenza accademica. Ovviamente il fine di kandisky è come far sentire una persona dentro il dipinto, come coinvolgerla emotivamente, quale congegno grafico deve attuare per ottenere questa emozione e così via. Un pò come i musicisti usano certe scale maggiori per ottenere un dato effetto, quelle minori per altre e così via, un tale accordo X per un dato scopo. Ovviamente per raggiungere questo scopo non aveva bisogno di alberi, cieli, nuvole. Gli bastavano punti, linee e superfici.

Nel frattempo la Scienza dell'Arte si è evoluta anche fuori dalla Pittura stessa. A capire come funzionavano le mescolanze dei colori fu Newton. Goethe non accettando queste teoria sviluppò la sua teoria più percettiva che scientifica. Dal disco di Newton si passo alla Ruota cromatica. L'industria per sue esigenze sviluppo processi di stampa. Negli anni '80 si sviluppò la computer graphics.

Ecco nel corso dei secoli si sono sviluppate tante piccole teorie, ciascuna affronta un dato aspetto e segmentino dell'Arte Percettiva e non c'è alcuna unificazione, nessuna gerarchia. Nulla.

Premesso che per me Kandisky è tra i miei pittori preferiti, secondo me nel suo libro non è riuscito in pieno nel suo intento perchè nulla di quanto ha scritto è verificabile (ma questa è un'opinione personale). E' un pò come il Bosone di Higgs prima che il Cern ne dimostrasse l'esistenza. Magari ha scritto teorie vere che qualcun altro dimostrerà.

Ora che c'entra pantanik in tutto questo? Nulla.

Lui ha solo preso un qualcosa che nell'industria esiste da decenni e ha dimostrato che è applicabile in Pittura (probabile che qualcun altro l'ha già fatto ... ma io non ne sono a conscenza). Sicuramente è una gocciolina se confrontata agli obiettivi che si erano posti le grandi menti dell'Arte ... ma non credo che lui aspirasse a qualcosa di più. Lui ha voluto solo un metodo per riprodurre una fotografia usando lo stesso metodo che usano le stampanti ... quindi l'industria. Poichè su questo problema c'ho sbattuto la testa anche io un pò di anni fa ... ecco perchè mi sono entusiasmato quando ho visto che qualcuno c'era riuscito.
Altra cosa che mi ha colpito è l'effetto tridimensionale. Per chi come me (ma tanti del forum) lavora principalmente ad impasto, non si riesce a raggiungere quelle traslucenze tipiche degli oggetti reali, cosa che quele velature invece rendono molt bene.

Mi scuso per il lungo excursus, spero di non aver annoiato.

PS
Senza polemica ... ritorniamo però al tema di pantanik ... non mi sembra giusto usare questo suo thread per discussioni off topic.
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