Dipingere un Insetto in una Natura Morta

Il Realismo è un'interpretazione della realtà che non va oltre un certo grado di similitudine con la realtà. L'Iperrealismo, come dice la parola, va oltre il realismo e si pone come obiettivo quello di emulare con perfezione la realtà che l'artista vede, raggiungendo risultati di realismo fotografico. Paolo Tagliaferro e Stefano Grandi, gestori di questo forum, aiuteranno gli amici del forum ad avvicinarsi a questa tecnica ciascuno con il proprio stile e metodo.

Dipingere un Insetto in una Natura Morta

Messaggioda sasadangelo » 09 ott 2014, 16:57

Ciao,

Vorrei partire da questo tutorial di Paolo molto dettagliato:
https://www.facebook.com/tagliaferro.pa ... 767&type=3

Per fare 5 domande precise:

1. Parti sempre con colori tenui per poi intensificare. Perchè a tuo avviso questo modo di procedere è meglio di usare colori all'intensità giusta? Non è uno spreco di tempo?
2. Nel tutorial arrivato ad un certo punto nelle aree in luce (o lutri o highlight) dici che prepari un fondo candido (usando un termine Leonardesco). Quel passaggio del libro di Leonardo lo conosco ma non l'avevo mai capito. Puoi spiegarlo meglio.
3. Questa domanda l'ho fatta anche su facebook. Arrivato ad un certo punto tu dici che sfumi il colore che però è bagnato su fondo asciutto. Com'è possibile?
4. Nell'uso dei colori (soprattutto quando spieghi la parte dei neri) mi sembra che tu presti molta attenzione non solo al tipo di colore (rosso, giallo, verde) ma alla qualità del colore (trasparente o meno, brillante o meno). In generale come ti regoli, cioè voglio dire se devi usare un rosso cosa ti fa optare di andare verso un trasparente anziché un opaco?
5. Tempo fa ti scrissi (e non solo a te) per un problema che mi affligge da tempo. Se ritocco un'area dipinta dopo due/tre giorni questa prosciuga. Com'è che tu dipingi uno strato oggi, poi lo ritocchi domani e non si verifica questo fenomeno? Ho provato con il Liquin ma non risolve il problema. Riescoa risolverlo solo a valle usando un pò d'olio o vernice da ritocco Vilbert.
Salvatore
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Re: Dipingere un Insetto in una Natura Morta

Messaggioda paolo » 19 ott 2014, 22:13

1)Parto sempre da colori tenui per poi intensificare.

Questo è un modo di procedere molto lento ma molto efficace perchè permette di arrivare a un risultato molto delicato tra le sfumature di ogni accostamento di colori. È la tecnica della velatura sul fondo completamente bianco della tela.
Per velature s'intendono strati sottilissimi di colore applicati a velo sopra una superficie bianca nella fase iniziale del dipinto, oppure può essere colorata allo scopo di modificarne il tono. Nell'antichità, per quanto raramente, l'uso delle velature era già conosciuto e adottato dagli egiziani come si può constatare in certe decorazioni della tomba di Aichesi, in cui dell'azzurro è stato sovrapposto in sottilissimo velo sul giallo oppure alcuni colori a tempera venivano velati con dei colori a cera. Plinio parla di velature date con colori temperati con l'uovo. Sappiamo che spesso gli antichi passavano un giallo vegetale brillantissimo sopra l'ocra gialla e che spesso si preparavano in giallo quelle superfici che dovevano essere pitturate in rosso. Anche presso i Romani si usavano applicare a velatura certi azzurri, verdi, lacche e neri sopra preparazioni di terra di Siena bruciata. A certi viola e gialli davano delle preparazioni azzurre e a certi rossi delle basi gialle. I colori a velatura sovrapposti ottenevano più forza e trasparenza. Questo principio tecnico lo vediamo ripetuto e sviluppato anche nella Prima e nell'Aurea Rinascenza dove cieli, alberi e certe stoffe furono preparate a base di bruno (terra di Siena bruciata) più o meno combinato con del bianco e del nero e poi velato o con azzurri o con verdi o con lacca di robbia. L'arte di velare i colori fu sempre tenuta in considerazione nelle varie epoche e presso i più noti maestri del pennello.


2)Nel tutorial arrivato ad un certo punto nelle aree in luce (o lutri o highlight) dici che prepari un fondo candido (usando un termine Leonardesco). Quel passaggio del libro di Leonardo lo conosco ma non l'avevo mai capito. Puoi spiegarlo meglio.

Leonardo da Vinci nel suo manuale si indugia a descrivere gli effetti prodotti dai colori trasparenti sopra altri colori, traendone esempi efficaci e pratici della natura stessa. In un punto tra l'altro, egli cosi si esprime e precisa: “E se tu avessi finito un'opera con esso verde semplice e poi la velassi sottilmente con esso aloe sciolto in acqua, allora essa opera si farebbe di bellissimo colore”. Leonardo da Vinci disse: “il primo di tutti i colori semplici è il bianco, anche se alcuni non ammettono che il bianco e il nero siano dei colori; il primo è una fonte o ricettore di colori e il secondo ne è totalmente deprivato”.
Leonardo dispose i colori in ordine di importanza, bianco, giallo, verde, blu, rosso e nero, e li collego agli elementi: il bianco con la luce, il giallo con la terra, il verde con l'acqua, il blu con l'aria, il rosso con il fuoco e il nero con l'oscurità.
Prendiamo una superficie sulla quale immaginiamo distesa della biacca perfettamente secca. Mettendo sopra di essa della terra di Siena naturale in sottile strato diluita con medium otterremo una tinta giallastra pura, luminosa e intensa di colore. Ora, vicino a questa tinta mettiamo la medesima terra di Siena naturale mescolata però con della biacca. Confrontando le due tinte si vedrà chiaramente come la prima tinta ottenuta per velatura risulti di una indiscussa superiorità di brillantezza e trasparenza di quella seconda ottenuta per via di mescolanza e che risulterà più opaca e più fredda di tono. Se si vuole imparare bene a dipingere con la tecnica delle velature consiglio inoltre di studiare bene anche le tecniche dell'acquerello, è la base principale per imparare a capire la velatura.
Di qui nasce l'importanza del fondo bianco nella tela prima di dipingere. Esiste una regola molto importante da tener conto che dice che nel gioco delle trasparenze dei colori, è da tener ben presente che un colore chiaro applicato sopra di uno scuro perde e viceversa, mentre lo scuro sul chiaro guadagna luminosità e trasparenza.





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Questa domanda l'ho fatta anche su facebook. Arrivato ad un certo punto tu dici che sfumi il colore che però è bagnato su fondo asciutto. Com'è possibile?

Sfumare il colore bagnato su fondo asciutto è una regola molto importante per ottenere le tonalità che si desiderano in ogni soggetto che si desidera dipingere se si vuole ottenere uno stile iperrealista classico come dipingevano gli antichi maestri. Quando stendo il primo colore sul fondo bianco, lo sfumo uniformemente con un pennello a ventaglio cercando di mantenere il colore dentro la forma in cui dipingere. La quantità di colore dev' essere considerata molto sottile e non a corpo (intenso). Per ottenere un colore brillante alla fine bisogna sempre seguire il principio dell'importanza del fondo bianco che gioca con le trasparenze di ogni colore steso a velatura arrivando dopo molti passaggi a una tonalità molto brillante. Sfumare sopra un colore asciutto si può fare adoperando il medium liquin della winsor e Netwon. Mantiene la brillantezza che si desidera. Con questo medium la cosa essenziale è stendere i colori puri senza l'uso del bianco che va dimenticato perchè già c'è il bianco di base della tela.
Eventualmente un uso puro del bianco lo si puo fare solo nei punti luce finali del dipinto ma solamente come ritocco.
Sfumando un colore puro bagnato sopra ad uno già asciutto aiuta a capire le intensità che bisogna mantenere e aiuta a conoscere quanti colori formano un oggetto. Io quando guardo un oggetto nella sua parte in ombra e quella in luce immagino nella mia mente con quanti e quali colori formano queste ombre e queste luci. Questo succede se si allena l'occhio a conoscere le tonalità senza doverci pensare troppo tempo con il rischio di sbagliare. Immaginare quante tonalità e quali formano un oggetto aiuta a comprendere quali colori usare prima e quali quelli dopo. Comunque si deve sempre cominciare con una velatura iniziale molto chiara della tonalità che mi interessa. Poi quando asciuga devo già immaginare quale sarà il colore successivo che andrò a stendere per pensare già come diventerà il mio risultato finale dopo molte sovrapposizioni.
Sopra a un colore asciutto si può stendere in modo omogeneo un altro colore leggermente più intenso e poi sfumarlo in modo omogeneo con il pennello a ventaglio o un pennello tondo.
Nel mio manuale che spero presto di poter pubblicare spiegherò la tecnica approfondita delle velature attraverso un semplice esercizio su una piccola tela per dimostrare la sequenza della luminosità e brillantezza dei vari colori sovrapposti bagnati su asciutti.


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Nell'uso dei colori (soprattutto quando spieghi la parte dei neri) mi sembra che tu presti molta attenzione non solo al tipo di colore (rosso, giallo, verde) ma alla qualità del colore (trasparente o meno, brillante o meno). In generale come ti regoli, cioè voglio dire se devi usare un rosso cosa ti fa optare di andare verso un trasparente anziché un opaco?

Il nero è un non colore ed è opaco. Nel linguaggio scientifico sono neri quei corpi che assorbono integralmente la radiazione luminosa. Poiché il colore è dato da onde elettromagnetiche e, poiché un corpo nero assorbe tutte queste radiazioni, non riflettendole il nero è un non colore. Un corpo nero assoluto non esiste e ha indotto molti artisti ad eliminarlo dalla tavolozza. Altri artisti invece, hanno utilizzato il nero per creare dipinti che son diventati punti di riferimento importanti per chi dipinge. Per citare qualche artista: Velasquez, Goya, Bacon, Burri.
Nel caso dell'esempio del rosso è considerato uno dei colori piu trasparenti per eccellenza nel campo della pittura quando si dipinge a velatura. Prendendo in considerazione i vari tipi di rossi, alcuni sono molto trasparenti e altri molto opachi. Per conoscerli bene nel loro uso bisogna studiare molto la pittura della tradizione antica italiana. La lacca di garanza è un rosso intenso e molto scuro e si può stendere benissimo a velatura per scurire un colore buio che rimane opaco e lo farà diventare molto profondo se usato con un po di medium liquin. Questo rosso va benissimo soprattutto per velare le tonalità delle ombre di un oggetto che è molto buio.
Ad esempio se provo dipingere un quadrato in una tela lo copro creando un colore creato con blu di prussia e bruno van dick. Si crea un impasto verde molto scuro, ma spento. Questo colore si puo usare quando la tonalità di base di un soggetto è sul verdastro e le ombre sono molto buie. Questo colore visto dopo averlo steso sembra simile ad un nero avorio. Quando asciuga bene provo prendere del rosso lacca di garanza di qualsiasi marca buona come old holland o michael harding, e lo stendo leggero con il medium Liquin e un pennello. Si vedrà che subito la tonalità di base scura acquista una grande profondità e lucentezza. Si lascia asciugare e si aspetta e si puo ripassare ancora una volta con una velatura molto sottile di rosso lacca di garanza. Alla seconda velatura il colore buio rimane un buio davvero molto intenso.
Mentre un rosso piu caldo e meno trasparente è il vermiglione. Questo colore va bene solo steso sul fondo bianco della tela per riscaldare alcune tonalità chiare di un oggetto in luce o di una foglia in luce. Questo rosso non va bene per scurire i colori in ombra secondo la mia esperienza perchè è cosi corposo che tende a schiarire e opacizzare se lo stendo sopra un tono buio. Per capire la differenza dei rossi bisogna comunque studiarli nei manuali di tecniche antiche della nostra famosa tradizione di artisti del rinascimento.


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Tempo fa ti scrissi (e non solo a te) per un problema che mi affligge da tempo. Se ritocco un'area dipinta dopo due/tre giorni questa prosciuga. Com'è che tu dipingi uno strato oggi, poi lo ritocchi domani e non si verifica questo fenomeno? Ho provato con il Liquin ma non risolve il problema. Riesco a risolverlo solo a valle usando un pò d'olio o vernice da ritocco Vilbert.

Penso sia dovuto a tenere un attenzione maggiore verso ogni stesura dipinta che deve essere omogenea durante la realizzazione del dipinto. A me ad esempio il liquin mi aiuta moltissimo a mantenere vivi i colori, ma probabilmente dipende anche dagli accostamenti che si fanno e dalla marca di colori. Piu la marca di colori è selezionata con pigmenti puri, piu nel dipinto resterà una limpidezza maggiore. Credo che la causa principale possa essere questa. Poi la vernice finale dona quella brillantezza unica se si usa una buona vernice a pennello e mai quella a spray che rovina solo la pellicola pittorica creando solo puntini luccicanti e fastidiosi.
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Re: Dipingere un Insetto in una Natura Morta

Messaggioda sasadangelo » 20 ott 2014, 10:35

Grazie mille.

C'è solo un tema che vorrei approfondire se non ti dispiace. Il tema delle ombre. La necessità, come ben dici, che esse appaiono traslucenti, trasparenti e profonde a differenza delle aree in luce se non addirittura i lustri che possono essere molto opachi realizzati ad impasto.

Le domande sono:

1. Quali e quanti colori usi per velare le ombre.
2. Come ti regoli quando li usi. Ossia c'è nella tua mente una regola generale che applichi per velare le ombre degli oggetti che realizzi. Tu hai fatto un esempio:

Ad esempio se provo dipingere un quadrato in una tela lo copro creando un colore creato con blu di prussia e bruno van dick. Si crea un impasto verde molto scuro, ma spento. Questo colore si puo usare quando la tonalità di base di un soggetto è sul verdastro e le ombre sono molto buie. Questo colore visto dopo averlo steso sembra simile ad un nero avorio. Quando asciuga bene provo prendere del rosso lacca di garanza di qualsiasi marca buona come old holland o michael harding, e lo stendo leggero con il medium Liquin e un pennello. Si vedrà che subito la tonalità di base scura acquista una grande profondità e lucentezza. Si lascia asciugare e si aspetta e si puo ripassare ancora una volta con una velatura molto sottile di rosso lacca di garanza. Alla seconda velatura il colore buio rimane un buio davvero molto intenso.


in cui usi una lacca di garanza su un colore che a tuo dire è fondamentalmente verdastro. Quindi hai usato su un colore verdastro il suo complementare (rosso) trasparente per rendere quel colore d'ombra più traslucente, buoi e profondo. E' una regola che si può generalizzare o semplicemente dipende da caso a caso, dove tu già sai che tal colore X va bene per velare un'ombra di colore Y?

Questa è l'ultima domanda. Giuro. Ma faccio questa domanda perchè voglio capire una cosa importante sulle ombre. Spesso i pittori realisti amano le formulette tipo "per fare il colore ombra mescola il colore con il complementare". Anche io in passato mi sono appassionato a queste formulette che spesso funzionano. Purtroppo le leggi della fisica non funzionano così. Queste formulette portano a creare ombre che sono di altro colore rispetto a come dovrebbero essere. Invece, l'ombra dovrebbe dare l'illusione di un velo scuro sugli oggetti che impedisce a questi di illuminarsi. Un velo che deve essere traslucente e profondo e non opaco. Ad esempio, nel lavoro che hai messo su facebook:
https://fbcdn-sphotos-d-a.akamaihd.net/ ... 3965_o.jpg
l'ombra dell'arancia da questa parvenza.
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