Considerazioni per la pittura iperrealista

Il Realismo è un'interpretazione della realtà che non va oltre un certo grado di similitudine con la realtà. L'Iperrealismo, come dice la parola, va oltre il realismo e si pone come obiettivo quello di emulare con perfezione la realtà che l'artista vede, raggiungendo risultati di realismo fotografico. Paolo Tagliaferro e Stefano Grandi, gestori di questo forum, aiuteranno gli amici del forum ad avvicinarsi a questa tecnica ciascuno con il proprio stile e metodo.

Considerazioni per la pittura iperrealista

Messaggioda paolo » 19 gen 2012, 00:46

il consiglio che darei ad un pittore principiante che vorrebbe vivere con la pittura sarebbe di iniziare studiando attentamente gli antichi maestri del passato, dal rinascimento, al periodo fiammingo, barocco, neoclassico fino alla fine dell ottocento quando si sviluppò il realismo e quando nacque l'impressionismo, xchè anche dai pittori impressionisti si impara moltissimo a dipingere, a me è stato utilissimo studiare i quadri di monet x capire le tonalità delle luci. dipingendo con il passare del tempo cominciai a diventare sempre piu preciso, ma ogni quadro che realizzavo non ero mai soddisfatto. una caratteristica importante per diventare dei bravi pittori è avere fiducia e una grande passione, restare umili,avere un'infinità pazienza e con i piedi per terra, senza mai montarsi la testa se si diventa famosi perchè la vita dell'artista è bella tosta e difficile, soprattutto quando ci si imbatte con il mercato dell'arte che è veramente spietato nella scelta dei giovani artisti. la vita di un artista che sceglie di dipingere come lavoro richiede ore e ore di contatto con i colori e pennelli al giorno, e studio approfondito dei propri quadri, e pensare che si può sempre migliorare dipingendo senza arrivare ad un punto dove si pensa di sapere tutto quello che c'è da sapere sulla pittura. dipingere con lo stile dell iperrealismo è molto emozionantè anche se molto molto difficile. i risultati nelle opere si vedono dopo anni e anni di duro lavoro intensamente per otto, dieci ore o anche piu davanti al cavalletto. io personalmente sono rare le volte in cui mi stanco di dipingere, perchè ho una grande passione, una grande voglia di imparare giorno dopo giorno, io non mi accorgo neanche delle ore che passano durante il giorno, arriva sera in un attimo quando si dipinge bene e tranquilli.
in ogni quadro vedo molti miglioramenti ma non sono mai contento del risultato, perchè so che c'è sempre da imparare, poi io che affronto una pittura molto precisa a calma come l'iperrealismo, è essenziale mantenere la calma e la tranquillità. una cosa ancora piu importante per un giovane artista è avere il sostegno dai propri genitori, è importantissimo per la figura dell artista stesso che vuole continuare con questa passione, il compito dei genitori è quello di spronare e aiutare il figlio che vuole fare l'artista, sostenendolo sempre soprattutto quando i primi risultati ai concorsi delle mostre sono negativi, perchè capita spesso inizialmente, e il talento può emergere subito, come dopo un pò, oppure dopo qualche anno, oppure mai, tutto sta nella volontà di continuare a dipingere sempre per passione, perchè è quello l'importante, altrimenti se un giovane pittore si stanca è meglio lasciar perdere.
Al giorno d'oggi tanti giovani artisti espromono se stessi e le loro emozioni nelle tele, ma se un artista vuole campare con l'arte, non serve soltanto impulso e istinto pittorico, con pennellate fatte senza nessun senso sulle proprie opere, serve la preparazione pittorica degli antichi maestri.
faccio un esempio, che racconto per esperienza da fonti di lettura di vari libri d'arte, anche gli espressionisti e i dadaisti avevano una forte espressività, ma loro sono partiti inzialmente copiando i grandi maestri del passato per poi diventare quello che sono. ad esempio duchamp è un forte esempio di espressività con la sua ruota di bicilcletta o il suo orinatoio, la sua è stata una provocazione molto forte nella metà del 900, ma conosco suoi dipinti eseguiti in maniera classica come gli antichi maestri di una bellezza incredibile, per poi parlare del grande picasso, anche lui un grande maestro che ha cominciato a dipingere in maniera rinascimentale per poi rompere gli schemi della pittura con gli spazi tridimensionali da lui creati nel classico esempio delle demoiselle d auvignone.
Ogni grande pittore moderno che abbia scritto la storia dell'arte è stato un grande maestro del colore con una grande esperienza alle spalle prima di realizzare i forti cambiamenti. Oggi non è facile dipingere una grande opera concettuale partendo dal nulla senza preparazione tecnica, è impossibile, perchè a mio parere, (ma è solo puramente personale) solo chi sa ben dipingere riesce ad avere anche una forte gestualità prima o poi con la preparazione un artista emerge di sicuro se avrà talento
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Re: considerazioni per la pittura iperrealista

Messaggioda azapudda » 19 gen 2012, 08:30

Paolo sono perfettamente d'accordo con te,avendo studiato storia dell'arte anche io, so di cosa stai parlando, molti sono convinti che un artista che non dipinge in modo realistico lo faccia per incapacità tecnica,invece come hai scritto tu si parte da una solida base "classica" per poi rompere con gli schemi e fare qualcosa di nuovo,altrimenti si rimane al semplice livello di artigiano,seppure a livelli eccellenti di tecnica...anzi ti dirò che il mio breve percorso pittorico mi fa ritenere più facile realizzare una natura morta classica che un dipinto impressionista,almeno per me è così
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Re: considerazioni per la pittura iperrealista

Messaggioda grigio » 19 gen 2012, 11:49

Concordo, i grandi maestri come Picasso, Mirò o altri erano in grado di realizzare un dipinto con la tecnica classica.
Hai proprio ragione quando sottolinei l'importanza dello studio degli Old Masters.
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Re: considerazioni per la pittura iperrealista

Messaggioda sasadangelo » 19 gen 2012, 12:26

Paolo sono perfettamente d'accordo con te,avendo studiato storia dell'arte anche io, so di cosa stai parlando, molti sono convinti che un artista che non dipinge in modo realistico lo faccia per incapacità tecnica

Si molti non dipingono realismo (a mio avviso) perchè non hanno capacità tecniche, altri perchè ce l'hanno, lo dimostrano, ma poi scelgono altre strade.

Io credo che quello che dice paolo è condivisibile.
Ci sono artisti come picasso e mirò ma altri che in opere giovanili hanno copiato maestri e hanno fatto opere bellissime. Poi si cresce ed è normale che si sperimentano strade nuove e la tecnica aiuta. Senza però quel background giovanile è come voler correre con la ferrari senza le mani.

Ecco perchè sintetizzai il programma di studi di D&P nella frase di Leonardo qui
viewtopic.php?f=4&t=497

Il mettere in pratica poi può portare a diverse soluzioni in base alla sensibilità del singolo artista.

Disegno&Pittura nacque perchè ero stufo di vedere solo siti di artisti italiani che pubblicavano lavori ma non dicevano nulla di come l'avevano fatto. La tecnica sembrava non servisse a nulla e nessuno. Uno pubblicava, tutti a dire bravo e finiva lì. Invece, c'è bisogno di posti dove scambiare opinioni, crescere e provare. Si imparano tante cose anche dai principianti. Gli americani lo hanno capito decine di anni fa e ci sono siti come wetcanvas.com, cennini forum e altri in cui si arriva a livelli di dettagli tecnici che rasentano la fisica.

La pittura è conoscenza, ma è la più nobile tra le arti in cui dimostrare le proprie conoscenze.

Conoscenza di cos'è la luce e come interagisce con gli oggetti.
Conoscenza del perchè il cielo è blu ed è più chiaro all'orizzonte.
Conoscenza del perchè le montagne sono blu in lontananza per effetto della prospettiva aerea.
Conoscenza dell'anatomia umana.
e tanto altro.

Io amo la pittura (al di la che mi piace stare davanti al cavalletto e dei risultati che raggiungo) perchè mi da spunto per imparare nuove cose. Le esigenze che nascono dalla pittura mi spingono a imparare nuove cose. Negli ultimi due mesi, ad esempio, ho letto tanto sulla fotografia perchè ho necessità di scattare foto migliori. Ho tormentato un amico, mio mentore.
Io amo la pittura perchè quando guardavo una montagna in lontananza mi chiedevo "ma che colore è quel grigio blu" come si fa a ottenerlo? Perchè le montagne sono più scure in alto e più chiare in basso e questo effetto si accentua all'aumentare della distanza e della foschia?

E allora quel mondo che fino a ieri semplicemente guaravi ora lo osservi, finalmente lo capisci e ti senti in pace con Dio.
Ecco perchè amo la pittura.
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Re: considerazioni per la pittura iperrealista

Messaggioda edotp » 19 gen 2012, 23:33

Grazie Paolo, ti ringrazio tantissimo per aver condiviso questo tuo pensiero con noi. Personalmente disegno da quando ero bambino, poi crescendo incominciai ad appassionarmi all'arte e di conseguenza mi iscrissi al Liceo Artistico, dopo questo la passione per l'arte e per gli antichi maestri mi portò ad iscrivermi all'Università di Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, lo stesso anno iniziai a dipingere ad olio (tecnica che mi avevano accennato all'Artistico): sia per la passione che nutrivo per gli antichi maestri, in particolare Caravaggio che alle Scuderie del Quirinale mi fece emozionare ed impressionare tantissimo (e lì capi che un'opera, un dipinto poteva far emozionare, comunicare qualcosa), e sia per il piacere e la sensazione di pace che provo nel dipingere. Quindi è da allora, 2010, che sono spinto a dipingere... Comunque sono daccordo con te :-) Io personalmente provo tantissima ammirazione per le persone che dipingono con lo stile ipperrealista, perchè capisco l'enorme impegno che hanno messo (come hai detto si parla di anni e anni di studio) e mettono costantemente nel loro operato, come tu stesso hai confermato è la passione che muove il tutto...
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Re: considerazioni per la pittura iperrealista

Messaggioda antau » 20 gen 2012, 11:19

Ciao Paolo! Apprezzo molto la tua disponibilità nel condividere quello che fai. Apprezzo anche i tuoi lavori, pur non essendo un amante del genere iperrealista. Da quel che ho letto e visto, capisco che la pittura iperrealista è per pochi, per chi ha davvero le capacità tecniche e la pazienza di studiare ogni minimo particolare per riprodurlo fino alla perfezione; quello che mi riesce difficile comprendere è la motivazione di chi si avvicina a questo genere.
Quello che mi sono sempre chiesto e ti chiedo - senza nulla di polemico ma solo per sentire il parere di uno che è ben dentro questo genere di pittura - è: come mai un artista si mette a dipingere un soggetto per riprodurlo in maniera identica alla foto che ha davanti agli occhi?
Cioè, se un'opera pittorica deve essere identica a una fotografia, che spesso è già di per se un'opera d'arte, cos'è che spinge l'artista a mettersi davanti al cavalletto?
Generalmente se uno qualunque dipinge un soggetto lo fa sempre un po' a suo modo, ne cambia qualche particolare e spesso i colori stessi vengono usati come un'interpretazione della realtà. Nella pittura non iperrealista l'effetto finale non è mai una riproduzione ma un'interpretazione: infatti anche i realisti più bravi alla fine dipingono comunque dando una loro interpretazione della realtà e questa si traduce in uno stile ben riconducibile a questo o a quell'artista; uno ha lo stile più "caldo", uno l'ha più freddo, uno più brillante, uno più cupo uno più grottesco, etc... uno disegna le figure allungate, uno le fa rotonde, un altro ne accentua certi tratti, etc... insomma viene sempre fuori anche la personalità dell'artista. Edo, su questo forum, ne è un esempio: ne ho visto i quadri da pochissimo e già riconoscerei il suo stile personale, il modo in cui fa risaltare gli oggetti in primo piano, il suo uso dei colori....
Invece la mia conclusione, magari sbagliata, è che se per assurdo due diversi artisti iperrealisti avessero la stessa capacità tecnica produrrebbero un risultato identico.
Quindi un'opera iperrealista è solo un freddo esercizio di tecnica o c'è altro?
Una sfida per arrivare alla perfezione? Se ci si guarda, neanche la fotografia è uguale alla realtà perchè c'è di mezzo "l'interpretazione" della fotocamera, la scelta dei tempi d'esposizione, dell'apertura del diaframma, per ottenere un certo effetto etc... Invece un iperrealista sembra voler ottenere sulla tela un prodotto identico a quello della foto...
Quindi perchè dipinge? Usa la pittura solo per mostrare la sua bravura tecnica o lo fa per il gusto del gesto pittorico, per il piacere puro di prendere un pennello, intingerlo nel medium e nel colore e passarlo sulla tela? Questo lo capirei fino ad un certo punto perchè so bene che l'atto stesso del dipingere può essere piacevole anche quando il prodotto è un pastrocchio; ma non credo che questa possa essere la motivazione di uno che dipinge a certi livelli... Sasadangelo prima parlava giustamente della "conoscenza", ma in questo caso questa non mi pare la motivazione fondamentale perchè qualunque pittore ha bisogno di conoscere la natura, il corpo umano, etc... anche se non è un iperrealista.
Termino scusandomi per la mia lunga domanda e chiarendo ancora che non c'è DAVVERO nulla di polemico in quel che ho scritto e che apprezzo e rispetto moltissimo il tuo lavoro e ammiro (e invidio) le tue capacità; amo l'arte in generale ma ci sono cose che istintivamente capisco alla prima e altre che ho difficoltà a comprendere.... capisco molto meglio la pittura materica che l'iperrealismo e mi pare che questa sia una mia grossa lacuna culturale... per cui chiedo a chi ne sa.
Ancora complimenti e un saluto!

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Re: considerazioni per la pittura iperrealista

Messaggioda azapudda » 20 gen 2012, 11:32

Antau il tuo parere è molto simile al mio,ovviamente trattandosi di arte secondo me bisogna lasciare tutte le porte aperte, si sbaglierebbe se si affermasse che un genere o stile di pittura è superiore ad un altro,esprimere una preferenza personale invece è giustissimo, ovviamente mi auguro che in questo stupendo forum creato da Sasà si possano sperimentare in futuro tutti i generi pittorici senza pregiudizi,in quanto indirizzarsi unicamente verso uno stile potrebbe essere limitante,un esempio di grande apertura verso tutte le forme d'arte è proprio Wet Canvas a mio parere...
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Re: considerazioni per la pittura iperrealista

Messaggioda sasadangelo » 20 gen 2012, 11:53

Antau il tuo parere è molto simile al mio,ovviamente trattandosi di arte secondo me bisogna lasciare tutte le porte aperte, si sbaglierebbe se si affermasse che un genere o stile di pittura è superiore ad un altro,esprimere una preferenza personale invece è giustissimo, ovviamente mi auguro che in questo stupendo forum creato da Sasà si possano sperimentare in futuro tutti i generi pittorici senza pregiudizi,in quanto indirizzarsi unicamente verso uno stile potrebbe essere limitante,un esempio di grande apertura verso tutte le forme d'arte è proprio Wet Canvas a mio parere...


Ciao azapudda, ci proveremo. Con il mio msg voglio dire che non sono contro le arti moderne anzi. Dopo Caravaggio, Leonardo, Raffaello e Michelangelo (in ordine di preferenza) il successivo è Dalì.
Poi in ordine sparso apprezzo Mirò, Kandisky.

Ma come dice sopra antau ci vuole cultura e apertura verso tutto. Purchè questa apertura non diventi pretesto poi pretesto per l'improvvisazione.

Su Wetcanvas tempo fa lessi un bellissimo articolo sull'iperrealismo e la connessione con freud.
C'era un bellissimo articolo di introduzione all'arte astratta.

Quegli articoli non era frutto di improvvisazione e c'era molto background. Piacerebbe anche a me che il forum si aprisse a questo genere. Ma io non riesco a coprire tutto ne posso chiederlo alle singole guide che hanno i loro interessi.

L'apertura avviene nel momento in cui un membro del forum si rende conto che un tema non è trattato a dovere e si prende l'onere e onore di studiare la materia (o magari già lo fa perchè gli piace) e introduce gli altri all'argomento.

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Re: considerazioni per la pittura iperrealista

Messaggioda antau » 20 gen 2012, 12:55

sasadangelo ha scritto:Ciao azapudda, ci proveremo. Con il mio msg voglio dire che non sono contro le arti moderne anzi. ....[]... Ma come dice sopra antau ci vuole cultura e apertura verso tutto. Purchè questa apertura non diventi pretesto poi pretesto per l'improvvisazione.

Su Wetcanvas tempo fa lessi un bellissimo articolo sull'iperrealismo e la connessione con freud.
C'era un bellissimo articolo di introduzione all'arte astratta.

Quegli articoli non era frutto di improvvisazione e c'era molto background. Piacerebbe anche a me che il forum si aprisse a questo genere. Ma io non riesco a coprire tutto ne posso chiederlo alle singole guide che hanno i loro interessi.

L'apertura avviene nel momento in cui un membro del forum si rende conto che un tema non è trattato a dovere e si prende l'onere e onore di studiare la materia (o magari già lo fa perchè gli piace) e introduce gli altri all'argomento.

Per il resto Wetcanvas rimane il mio modello per questo forum.


Hai ragione. Nel post precedente approfittavo della presenza di un esponente di quel genere di pittura per vedere se riuscivo a risolvere certi dubbi che ho nel campo dell'arte(e spero davvero in una risposta... senza pretenderla, naturalmente!).
Non ho fatto scuole d'arte e quindi la mia cultura in questo campo è molto ristretta e lacunosa. Infatti non giudico mai un genere e quando non mi piace penso sempre che sia perchè non lo capisco e inizio a farmi domande. Se mi riesce di arrivare a trovare risposte ne sono felice. La tua idea di non chiudere il forum alle nuove correnti mi trova molto d'accordo, e trovo molto corretto anche la tua idea di un'impostazione seria e senza improvvisazioni.

@azapudda ...Naturalmente sono d'accordo, ma il mio non è un parere sull'iperrealismo... è solo un grosso dubbio da sciogliere per capirne le motivazioni!...
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Re: considerazioni per la pittura iperrealista

Messaggioda azapudda » 20 gen 2012, 17:44

bravo Sasà spero proprio che il forum si arricchisca sempre più di nuovi stimoli magari diventando Il Wet Canvas italiano,perchè, non me ne vogliano gli americani,ma tutto dall'Italia è partito ....
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