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meditazioni indotte

MessaggioInviato: 18 feb 2015, 11:36
da Ferruccio Ghiggi
Buongiorno a tutti,
da mesi non intervengo più ma questo periodo di meditazioni, che blocca :(
la "creatività", mi spinge ad usare le parole anzichè i colori.
La cosa non mi piace, ma così è!

Ascoltare casualmente (non visto) uno scambio di battute tra
osservatori di alcune mie tele, mi ha acceso in testa una domanda :?:
che non mi ero mai posto.
Uno dice: "Ah! mi piacciono i quadri ma sono completamente negato.
Mi è molto più facile descrivere le cose che disegnarle"
- l'altro: "Beh, oggi c'è la fotografia; anche senza dipingere puoi
realizzare quadri".

E così il tarlo si insinua nella mia testa. :shock: Cos'è quel bisogno che
fin da bambino mi spinge a dipingere e disegnare.
Non me l'ha ordinato il medico ma mi fa bene; non mi dà da vivere
ma mi sento vivo; a volte è un tormento che mi rilassa.
Mi sono dato "cento" risposte ma nessuna convincente. Infine ho pensato
al motivo più ovvio e banale, e credo di averci azzeccato!

Voi come la pensate e vivete ?
Ciao a tutti

Re: meditazioni indotte

MessaggioInviato: 18 feb 2015, 12:42
da mila
intanto penso che le foto le possano fare tutti...
ceeeerto ci sono i fotografi bravi illuminati... ma vuoi mettere con "realizzare un opera con le proprie manine"?
ci pensavo anche io,: un giorno vidi delle foto elaborate, e sembravano proprio disegni... e ci sono rimasta un pò male sinceramente... ma poi ho pensato che creare dal nulla un immagine, sentita dal profondo, dà un gusto esagerato... vederla poi finita, ci fa stimare di noi stessi... e dire "eih ma quella l'ho fatta io!"

Re: meditazioni indotte

MessaggioInviato: 18 feb 2015, 14:19
da Ferruccio Ghiggi
mila ha scritto:intanto penso che le foto le possano fare tutti...
ceeeerto ci sono i fotografi bravi illuminati... ma vuoi mettere con "realizzare un opera con le proprie manine"?
ci pensavo anche io,: un giorno vidi delle foto elaborate, e sembravano proprio disegni... e ci sono rimasta un pò male sinceramente... ma poi ho pensato che creare dal nulla un immagine, sentita dal profondo, dà un gusto esagerato... vederla poi finita, ci fa stimare di noi stessi... e dire "eih ma quella l'ho fatta io!"


Si Mila, tutto vero, ma la domanda a me stesso era: cos'è che mi (ci) spinge ad usare linee e colori per esprimermi? Non è più
immediata e universale la "parola"? Eppure la pittura è per me una necessità da sempre ! .....io credo di aver trovato la risposta per me
.....e voi ?

Re: meditazioni indotte

MessaggioInviato: 18 feb 2015, 16:04
da SIMONE
Mi piace questo post e mi fa pensare a qualcosa su chi non mi ero mai soffermato; rispondo per quanto riguarda me (ovviamente)

Parto dal presupposto che con i miei dipinti non voglio dimostrare niente a nessuno ma lo faccio principalmente per i seguenti motivi:

- per confrontarmi con me stesso: come potete vedere i miei quadri sono molto diversi fra loro e non seguo uno stile o un soggetto ne un modello sempre uguali perché voglio sempre provare a fare qualcosa che non ho mai dipinto prima ed ogni volta è uno studio ed una esperienza nuova, una sfida con me stesso per vedere se riesco e come riesco.

- per staccare dalla routine giornaliera: quando disegno o dipingo mi scollego dal mondo esterno, è come se fossi nel mio mondo; non esiste ciò che ho fatto durante il giorno né quello che sarà domani. Mi scollego completamente da tutto il resto

- mi rilassa: anche se dipingo la sera tardi dopo una giornata di lavoro riesce a scaricarmi completamente e rilassarmi....le ore volano senza peso.

Re: meditazioni indotte

MessaggioInviato: 19 feb 2015, 10:28
da Martin
Ciao, Anche io trovo molto interessante questo post e ho un dubbio:

Dici un "tormento", ma una cosa che ti tormenta è davvero una cosa che ti fa bene?
non è più una passione che coltivi con interesse,
le passioni rendono vive le emozioni,
ma se l'emozione è il "tormento" allora come può farti bene?
come può il "tormento" rilassarti?

Grazie mille per aver condiviso questo tuo profondo pensiero, lo trovo davvero molto interessante.

Un saluto.

Martin

Re: meditazioni indotte

MessaggioInviato: 19 feb 2015, 10:43
da mila
Ferruccio Ghiggi ha scritto:
mila ha scritto:intanto penso che le foto le possano fare tutti...
ceeeerto ci sono i fotografi bravi illuminati... ma vuoi mettere con "realizzare un opera con le proprie manine"?
ci pensavo anche io,: un giorno vidi delle foto elaborate, e sembravano proprio disegni... e ci sono rimasta un pò male sinceramente... ma poi ho pensato che creare dal nulla un immagine, sentita dal profondo, dà un gusto esagerato... vederla poi finita, ci fa stimare di noi stessi... e dire "eih ma quella l'ho fatta io!"


Si Mila, tutto vero, ma la domanda a me stesso era: cos'è che mi (ci) spinge ad usare linee e colori per esprimermi? Non è più
immediata e universale la "parola"? Eppure la pittura è per me una necessità da sempre ! .....io credo di aver trovato la risposta per me
.....e voi ?


la parola è più complessa da trovare, interpretare, esporre...
cosa c'è di più immediato di un immagine?
secondo me ha un impatto emotivamente immediato... e poi... puoi star lì a guardarla, ad immergerti, a sognarci sopra...
con linee e colori esprimi di getto quello che hai dentro...

Re: meditazioni indotte

MessaggioInviato: 19 feb 2015, 11:04
da sasadangelo
- per confrontarmi con me stesso: come potete vedere i miei quadri sono molto diversi fra loro e non seguo uno stile o un soggetto ne un modello sempre uguali perché voglio sempre provare a fare qualcosa che non ho mai dipinto prima ed ogni volta è uno studio ed una esperienza nuova, una sfida con me stesso per vedere se riesco e come riesco.

- per staccare dalla routine giornaliera: quando disegno o dipingo mi scollego dal mondo esterno, è come se fossi nel mio mondo; non esiste ciò che ho fatto durante il giorno né quello che sarà domani. Mi scollego completamente da tutto il resto

- mi rilassa: anche se dipingo la sera tardi dopo una giornata di lavoro riesce a scaricarmi completamente e rilassarmi....le ore volano senza peso.


Faccio mie queste considerazioni.

Sul consueto (è ormai noioso) dibattito foto vs dipinto aggiungo:

1. Dipingere da foto è un ottimo strumento per affinare la tecnica. Lo considero propedeutico per altre forme più complesse (che sempre copie sono), copia dal vero e pittura di fantasia (es. quella di Gurney, dove l'immagine è si originale ma sempre si copia e prende spunti altrove).
2. La foto non è detta che vada dipinta uguale, può essere interpretata e cambiata radicalmente. Come da secoli fa la pittura realista con il soggetto dal vero.
3. Dove è richiesto che la copia sia perfettamente identica come nell'iperrealismo ti rendi conto che c'è una certa elaborazione. Prendete ad esempio i dipinti di noti iperrealisti italiani, avete notato che gli sfondi sono sempre uniformi (grigi, crema, ecc). Beh non credo le foto hanno quegli sfondi. Cambiando sfondo è normale che poi tutte le misture del colori cambiano perché sappiamo che l'ambiente influenza le tinte soprattutto nelle ombre. Sempre nel caso degli iperrealisti c'è sempre un folto gruppo di persone che tende a sminuirli perché considerano il loro lavoro solo dalla foto in poi. Invece, a mio avviso, un buon iperrealista deve essere anche un buon fotografo. Cosa non facile.
4. Per quanto una foto sia bella, confrontata con il dipinto fatto da un buon pittore non regge. Non è vero che è una copia esatta. Le tinte calde del dipinto, la corposità del colore, la trasperenza delle ombre lo rende 100 volte meglio. Chi dice il contrario non ne ha mai visto uno.

Riguardo al punto 1 la foto mi ha fatto acquisire sicurezza in tante cose che mi tornerà utile se qualche giorno farò qualche opera dal vero.

Infine, credo questa affermazione sia vera:
oggi c'è la fotografia; anche senza dipingere puoi realizzare quadri

Fotografare è un modo di dipingere, ma è tutt'altra arte. Sulla mia pelle ho imparato quanto sia difficile fotografare un dipinto, immaginiamo una persona, una still life.
Prima fotografavo un dipinto anche 1 secondo, oggi impiego anche 15-20 minuti per preparare il set.

Re: meditazioni indotte

MessaggioInviato: 19 feb 2015, 12:04
da Ferruccio Ghiggi
Martin ha scritto:Ciao, Anche io trovo molto interessante questo post e ho un dubbio:

Dici un "tormento", ma una cosa che ti tormenta è davvero una cosa che ti fa bene?
non è più una passione che coltivi con interesse,
le passioni rendono vive le emozioni,
ma se l'emozione è il "tormento" allora come può farti bene?
come può il "tormento" rilassarti?

Grazie mille per aver condiviso questo tuo profondo pensiero, lo trovo davvero molto interessante.

Un saluto.

Martin


Condivido ciò che dici Martin.
Per "tormento" intendo l'insieme di difficoltà nel padroneggiare e maneggiare la tecnica.
Ed anche la vaga sensazione di non riuscire sempre ad esprimere in pittura tutte le emozioni e
senzazioni che si provano.
Ciò non esclude la passione e neppure il "divertimento"
ciao

Re: meditazioni indotte

MessaggioInviato: 19 feb 2015, 12:09
da Ferruccio Ghiggi
mila ha scritto:
Ferruccio Ghiggi ha scritto:
mila ha scritto:intanto penso che le foto le possano fare tutti...
ceeeerto ci sono i fotografi bravi illuminati... ma vuoi mettere con "realizzare un opera con le proprie manine"?
ci pensavo anche io,: un giorno vidi delle foto elaborate, e sembravano proprio disegni... e ci sono rimasta un pò male sinceramente... ma poi ho pensato che creare dal nulla un immagine, sentita dal profondo, dà un gusto esagerato... vederla poi finita, ci fa stimare di noi stessi... e dire "eih ma quella l'ho fatta io!"


Si Mila, tutto vero, ma la domanda a me stesso era: cos'è che mi (ci) spinge ad usare linee e colori per esprimermi? Non è più
immediata e universale la "parola"? Eppure la pittura è per me una necessità da sempre ! .....io credo di aver trovato la risposta per me
.....e voi ?


la parola è più complessa da trovare, interpretare, esporre...
cosa c'è di più immediato di un immagine?
secondo me ha un impatto emotivamente immediato... e poi... puoi star lì a guardarla, ad immergerti, a sognarci sopra...
con linee e colori esprimi di getto quello che hai dentro...


Quasi vero !
l'impatto è senz.altro emotivamente immediato; ma la realizzazione di un dipinto non è sempre così immediata;
la parola è veramente complessa, ma la pratichiamo dalla nascita (male o bene) con molta facilità.
ciao

Re: meditazioni indotte

MessaggioInviato: 19 feb 2015, 12:27
da Ferruccio Ghiggi
Faccio mie queste considerazioni.
Sul consueto (è ormai noioso) dibattito foto vs dipinto aggiungo:

1. Dipingere da foto è un ottimo strumento per affinare la tecnica. Lo considero propedeutico per altre forme più complesse (che sempre copie sono), copia dal vero e pittura di fantasia (es. quella di Gurney, dove l'immagine è si originale ma sempre si copia e prende spunti altrove).
2. La foto non è detta che vada dipinta uguale, può essere interpretata e cambiata radicalmente. Come da secoli fa la pittura realista con il soggetto dal vero.
3. Dove è richiesto che la copia sia perfettamente identica come nell'iperrealismo ti rendi conto che c'è una certa elaborazione. Prendete ad esempio i dipinti di noti iperrealisti italiani, avete notato che gli sfondi sono sempre uniformi (grigi, crema, ecc). Beh non credo le foto hanno quegli sfondi. Cambiando sfondo è normale che poi tutte le misture del colori cambiano perché sappiamo che l'ambiente influenza le tinte soprattutto nelle ombre. Sempre nel caso degli iperrealisti c'è sempre un folto gruppo di persone che tende a sminuirli perché considerano il loro lavoro solo dalla foto in poi. Invece, a mio avviso, un buon iperrealista deve essere anche un buon fotografo. Cosa non facile.
4. Per quanto una foto sia bella, confrontata con il dipinto fatto da un buon pittore non regge. Non è vero che è una copia esatta. Le tinte calde del dipinto, la corposità del colore, la trasperenza delle ombre lo rende 100 volte meglio. Chi dice il contrario non ne ha mai visto uno.

Riguardo al punto 1 la foto mi ha fatto acquisire sicurezza in tante cose che mi tornerà utile se qualche giorno farò qualche opera dal vero.

Infine, credo questa affermazione sia vera:
oggi c'è la fotografia; anche senza dipingere puoi realizzare quadri

Fotografare è un modo di dipingere, ma è tutt'altra arte. Sulla mia pelle ho imparato quanto sia difficile fotografare un dipinto, immaginiamo una persona, una still life.
Prima fotografavo un dipinto anche 1 secondo, oggi impiego anche 15-20 minuti per preparare il set.[/quote]


Ribadisco Salvatore, che il mio non era un accostamento foto/dipinto, ....anzi tuttaltro.
La mia riflessione voleva indagare il motivo, la necessità, il trasporto, la spinta che si sente dentro e che ci fa
avvertire quel .... quella specie di ansia (non è il termine + indicato ma non ne trovo un altro) di dover/voler
dipingere o disegnare anzichè comunicare con gli altri per mezzo della parola.
Per me, penso di aver trovato la risposta (dopo lunghe meditazioni - non è così semplice come può sembrare
di primo acchito) ......una risposta che vi rivelerò ...ma solo dopo aver sentito le vostre.
ciao