Il ritratto e lo sfondo

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Il ritratto e lo sfondo

Messaggioda Renoil L. » 01 ott 2014, 21:15

Antonio nel suo intervento omnibus del 25 settembre diretto a molti partecipanti a questo Forum, facendo riferimento ai miei ultimi ritratti mi sottolineava :
“….pensa i soggetti come persone reali in un ambiente……..
E poi…. Questo indiano ha sicuramente una storia dentro di se…però lo sfondo….. Accidenti agli sfondi.
Tengo sempre in grande considerazione le osservazioni di Antonio e quindi vorrei coinvolgere lui ed altri sullo “ Sfondo “ per analizzarlo da angolature diverse.
Perciò ho pensato bene di aprire un discorso su questo argomento.
Un “Artista “con la A maiuscola risolve ( in un modo o nell’altro ) questo problema e sarà poi la critica ad esprimere un giudizio sulla validità della sua scelta. Chi invece arranca come me sporcando un po’ di tele, cerca di rivolgersi a chi ne sa più di lui andando sovente a cercare i modi nei quali questo tipo di problema è stato affrontato. Così ho fatto in questi miei tentativi.
Nel ritratto , in particolare , spesso mi sono trovato di fronte al dilemma se è meglio isolare il soggetto in un contesto indefinito o porlo in un’ ambientazione collegata al personaggio ritratto eventualmente ricercando riferimenti anche simbolici atti a meglio definirlo. Ho sperimentato entrambe le soluzioni, ma non saprei dire quale mi soddisfi di più. Forse nessuna delle due !!??
Il nocciolo della questione resta tutto qui.!
Il rapporto fra il personaggio ritratto e lo sfondo che lo incornicia è stato sempre esaminato attentamente da molti artisti che hanno poi trovato ,ripeto , “ in un modo o nell’altro”, soluzioni le più disparate. E mi riferisco qui al grande Ingres che riconosceva che i suoi ritratti acquisivano maggior spessore se gli sfondi gli venivano fatti dal suo grande amico pittore e paesaggista Granet..
Fra i suoi ritratti più belli c’è proprio quello che Ingres fece a Granet con lo sfondo della sua Roma che l’amico tanto amava , sfondo realizzato proprio da quest’ultimo in collaborazione con il ritrattista.
Periodi e tendenze diverse hanno condizionato tanti altri grandi della pittura ritrattistica. E il discorso si farebbe molto lungo e complesso.
Volendo però volare un tantino più in basso sarebbe interessante far emergere ,dalle considerazioni che ciascuno di noi potrà apportare, un Granet-pensiero che possa aiutarci a valutare tutti i possibili aspetti di questo tema.
Di seguito , proprio per dare concretezza all’argomento,ho voluto scegliere due ritratti con impostazioni diverse utili a dare l’avvio alla discussione.
Luigi
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Re: Il ritratto e lo sfondo

Messaggioda mila » 02 ott 2014, 09:37

bello dare uno sfondo ai ritratti... li rende completi, belli, li colloca proprio dove noi vogliamo collocare il soggetto.
Lo sfondo rende l'opera completa, che sia esso riferito ad un contesto reale o di fantasia.
Per esempio il tuo indiano, io l'avrei messo nel suo ambiente reale, quindi avrei cercato dei riferimenti paesaggistici indiani.
" Prendi il tuo cuore, e la tua anima buona e, lanciali lontano...Solo gli uomini saggi riusciranno a raggiungerlo" Proverbio indiano (by Vincenzo)
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Re: Il ritratto e lo sfondo

Messaggioda gianartista » 03 ott 2014, 11:48

Nella realtà esiste uno sfondo. Nel quadro no.
Il quadro è un unicum di elementi che si intrecciano tra di loro, generando un complesso organizzato di forme e colori.
Nei quadri che hai postato, Ingres fa un quadro completo e strutturato dove gli equilibri generali sia tonali che coloristici
sono studiati con attenzione. Ad esempio gli ocra della carnagione danzano in tutto il quadro: nella mano in basso nella bordura del libro, negli edifici a destra e nel paesaggio a sinistra.
Il secondo quadro che hai postato, di fatto non è un quadro, ma uno studio di ritratto su uno sfondo sfatto, abbozzato.
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Re: Il ritratto e lo sfondo

Messaggioda Renoil L. » 04 ott 2014, 14:58

gianartista ha scritto:Il quadro è un unicum di elementi che si intrecciano tra di loro, generando un complesso organizzato di forme e colori.

E sono perfettamente d’accordo su questa tua considerazione .
Non sono d’accordo invece sul fatto che non è un quadro un ritratto come quello di Romel de La Torre riportato accanto a quello di Ingres. Molti pittori moderni , non ultimo Annigoni , Corcos e tanti altri o il famoso ritrattista americano, mi sembra ancora vivente , Everett Raymond (vedi) , utilizzano sfondi un po’ particolari che vanno oltre una collocazione realistica del soggetto ritratto.
Laura dice che lo sfondo completa l’opera!
E’ vero ed è per questo che mi sono posto la domanda su quale soluzione sia la più efficace . E dico efficace e non bella!
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Re: Il ritratto e lo sfondo

Messaggioda gianartista » 05 ott 2014, 01:12

E' vero che molti pittori di generazioni più recenti, utilizzano il "non finito" come soluzione pittorica. Ma a mio avviso è solo una
furbata per velocizzare la produzione o per esibire un certo virtuosismo di tocco lezioso. D'altronde è la stessa storia dell'arte antica
che ci mostra come i capolavori di beato Angelico, Raffaello,caravaggio, Veermer, Velasquez, Manet, ecc.. sono strutturati in modo organico, preciso
ed unitario in ogni punto del quadro, a tal punto che se solamente fosse tolto ad esempio un alberello dalla composizione il quadro crollerebbe.
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Re: Il ritratto e lo sfondo

Messaggioda gianartista » 05 ott 2014, 02:13

Vorrei che tu confrontassi il ritratto di dell'artista che hai postato ( Everett Ray) con quello simile di Velazquez del 1650 che ritrae Juan de Pereja.
A mio parere lo sfondo nel quadro da te segnalato è solo un pò di colore sporco che incornicia viso e camicia, una specie di tappezzeeria
approssimativamente buttata lì. Nel quadro di velazquez, al contrario, lo sfondo è parte integrante dell'opera. Dà profondità e atmosfera
attraverso una prospettiva aerea calibrata in passaggi tonali chiari e scuri, caldi e freddi( verdi e ocra). E poi, fattore fondamentale, l'unità
stilistica che emerge nel quadro in tutte le sue parti. Unità stilistica che non c'è nel quadro di Everett Ray. Il quadro presenta un modo naturalistico nel viso e nella camicia
che conduce ad un certo tipo di pennellate. Queste pennellate poi perdono di coerenza e di controllo e diventano una massa informe mano a mano che si stendono sullo sfondo, in modo conflittuale col ritratto.
A questo si aggiunge una monocromia della texture che trasapare dalla tela non trattata.
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Re: Il ritratto e lo sfondo

Messaggioda P. Daniele » 05 ott 2014, 15:47

[quote="gianartista"]Vorrei che tu confrontassi il ritratto di dell'artista che hai postato ( Everett Ray) con quello simile di Velazquez del 1650 che ritrae Juan de Pereja.
A mio parere lo sfondo nel quadro da te segnalato è solo un pò di colore sporco che .....

non sarei cosi duro con il quadro postato, certo non paragonabile a Velazquez, ma non è brutto come lo descrivi.
e poi credo che Luigi non intendesse dibattere sulla qualità dello sfondo, ma sul tipo.
ossia, se ambientare il ritratto in un ambiente, che sia natura, stanza strada o altro, oppure completare il dipinto con una combinazione di colori, seppur armonici con il dipinto stesso, ma astratti.
come spesso fa il pittore Romel de la Torre il cui ritratto Luigi ha postato all'inizio

http://www.tuttartpitturasculturapoesia ... ppine.html

personalmente simili soluzioni non mi dispiacciono, sempre naturalmente che i colori non siano messi a caso e si armonizzino e non distraggano dal soggetto.
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Re: Il ritratto e lo sfondo

Messaggioda Renoil L. » 05 ott 2014, 21:34

P. Daniele ha scritto: credo che Luigi non intendesse dibattere sulla qualità dello sfondo, ma sul tipo

Hai centrato perfettamente il problema. Questi ritratti di pittori moderni più o meno noti , certamente non sono paragonabili con quello di Velasquez, e direi non tanto per il fondo ma per tanti altri aspetti ben più profondi. Tuttavia , fermo restando quello che dice
Gian Antonio se ….”queste pennellate poi perdono di coerenza e di controllo e diventano una massa informe mano a mano che si stendono sullo sfondo, in modo conflittuale col ritratto…..”
non credo sia del tutto errato inserire un ritratto moderno per certi aspetti eredi dell’esperienza impressionista, in un contesto di macchie di colori o pennellate in libertà ovviamente rispettose di quell’ “ unità “ a cui lui accennava.
Semmai il problema sarà come raggiungere questa unità ed evitare di trovarsi di fronte a “ masse informi “ o ancor peggio “conflittuali con il soggetto ritratto”
Questi erano gli interrogativi che mi ponevo nel proporre questo argomento .
E allora. per restare in tema di unità,armonia,libertà espressiva….. , quali potrebbero essere le obiezioni su questo ritratto che ho trovato su internet?
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Re: Il ritratto e lo sfondo

Messaggioda gianartista » 06 ott 2014, 02:10

Renoil è troppo piccolo il quadro di questo Miklos che hai caricato.
Non hi un link ad una immagine più grande in modo da osservarla meglio?
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Re: Il ritratto e lo sfondo

Messaggioda Renoil L. » 06 ott 2014, 12:00

gianartista ha scritto:una immagine più grande in modo da osservarla meglio

Eccoti accontentato, spero che questa ti possa essere più utile-
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