Ritratto per un amico

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Re: Ritratto per un amico

Messaggioda Antrisia2 » 12 nov 2011, 00:34

Oltre a sapere cosa ne pensate di questo autore vorrei fare una domanda: Io ho fatto una gran fatica a rendere più possibile simile il mio ritratto alla foto pubblicata all'inizio di questo post e sono soddisfatta del risultato,ma alcuni mi hanno detto che era troppo fotografica,ma allora un ritratto a cosa deve mirare? ad un abruttimento del volto come quello di Freud ? ad una deformazione come quelle di Francis Bacon?

Anna Maria, io penso che nel ritratto lo scopo fondamentale sia quello di riprodurre più fedelmete possibile il soggetto, io arrivo al punto di dire che anche la visione delle pennellate a me darebbero fastidio, come invece fanno molti artisti famosi come Sanden. Se dipingo un violino cerco di imitarlo alla massima potenza, figuriamoci per il volto umano! Poi se vogliamo crearci uno stile di pittura, beh, questa è un'altra cosa, ma attenzione, fallire è molto molto facile.
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Re: Ritratto per un amico

Messaggioda grigio » 12 nov 2011, 09:54

Questi dipinti li ho già visti da qualche parte, l'artista è molto abile col colore.
A proposito del fatto che il tuo ritratto sia troppo "fotografico" anche io mi sono posto questo problema, mi sono dato la risposta che forse è solo questione di gusti. Nel senso che un ritratto lo si può fare come i grandi del passato oppure con lo spirito moderno dell'iperrealismo.
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Re: Ritratto per un amico

Messaggioda marina » 12 nov 2011, 12:49

Si dipende dai gusti come dice Grigio, a me personalmente non piace che sia troppo fotografico, l'importante è cogliere l'espressione che fa riconoscere il soggetto....questo è il mio pensiero :)
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Re: Ritratto per un amico

Messaggioda sasadangelo » 12 nov 2011, 18:06

Fidati dei tuoi gusti e del tuo istinto.
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Re: Ritratto per un amico

Messaggioda antau » 06 feb 2012, 12:27

Io credo che la differenza sia nel motivo per cui si fa un ritratto; se il ritratto lo fai per una persona che vuole qualcosa che sia più somigliante possibile, realistico al pelo, allora c'è da armarsi di pazienza e preoccuparsi dei particolari fino ad ottenere il massimo livello di realismo. Se invece il ritratto deve davvero esprimere l'anima della persona, allora entra in campo l'interpretazione del volto, il messaggio che questo deve comunicare, la sensazione che deve trasmettere, etc... Io ammiro più il secondo ritratto di Freud più che gli altri perchè è il più intenso e trasmette qualcosa che viene fuori anche quando guardi qualche foto del pittore; sembra di vederci i segni di un'intera vita, insomma è un ritratto che "racconta" effettivamente la persona. Il primo invece sembra un fotogramma di un film, quasi un fermo immagine, un po' in sospensione, comunque molto bello come espressione. Il terzo, quello con la mano visibile, secondo me è il più infelice ed è quello che dice meno.
Comunque è un campione indiscutibile della pittura. Come tecnica preferisco di gran lunga il secondo.
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